Ritratto di signora con cellule morte

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30 marzo 2014 di Odette

– Buongiorno. Desidera?

– Una confezione di tachiFLUOdec, per cortesia.

– Tachiflúdec, intende.

– Ah… non é fluo?

La bella farmacista, elegante e curata come un bonsai giapponese, mi guarda seria.

–  No. Comunque non ne ho in casa, le devo ordinare.

– No, io non ne ho in casa, lei in negozio dovrebbe averne. Comunque… allora mi dia della tachipirina. Ma sappia che la tachi sta alla tachiflu come lo yogurt magro sta al Muller.

La radiosa farmacista sorride.

– Ecco qui la sua Tachipirina. Le lascio anche un campioncino di un ottimo prodotto struccante. Lei cosa utilizza di solito?

– Il sapone.

NO!
Realizzo  immediatamente di aver detto una cazzata.
Di colpo,  sono  retrocessa  di  dieci  gradini  nella  scala  sociale  delle  Signore Che Si Curano.

– No, guardi, il sapone non va proprio bene. Secca troppo. Dovrebbe provare questo ottimo detergente della Luxury.

Il nome non promette niente bene.

– Ah, che interessante campioncino. Sembra caviale. Quanto costa la confezione normale?

– Sessantatre euro, ma é in promozione a cinquantadue.

– Ah, allora…

Yves Saint Chemist mi guarda paziente.

– Guardi, la pulizia a fondo é tutto. Con una pelle ben esfoliata dalle cellule morte e con un buon idratante, si può essere splendide anche senza un filo di trucco.

– Ah, ma davvero? (Non dire cacchiate, Radiosa Farmacista, puoi intuirlo anche tu che la mattina appena sveglia non ho esattamente la cera di Sophie Marceau al tempo delle mele, ma più che altro di Zio Fester al tempo di Tele Padova).

– Le lascio anche un campioncino di idratante alle alghe del mar morto. Lo provi. Se poi si trova bene…

– E quanto costa? Non che importi, perché uscire di casa senza un filo di trucco ed essere fighe lo stesso, non ha prezzo. Ma così, tanto per farmi un’idea…

– Vediamo… Il tubetto da 25 ml: sessantanove euro.

– Capisco. Grazie, ci penso un po’ su.

– Certamente.

Miss Càmice Bagnato mi guarda con disapprovazione attraverso gli occhiali sciccosi.

– Però lei si strucca la sera, vero?

– Sempre! Cosa crede, che mi corichi come Liz Taylor in Cleopatra?

– Bene, si ricordi: idratare e struccare.

– Sì. Mettere la cera, togliere la cera…

– Arrivederci.

Saluto ed esco a testa alta, mentre le cellule morte della faccia si spargono nell’aria come petali sfogliati di rose…

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No, no, no! Così a dormire non si va!

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