PER TUTTO IL RESTO CI STIAMO PROVANDO

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6 luglio 2015 di Odette

Non imparerò mai a servirmi del carrello anche se “devo comperare solo due robe al volo”. Però sono bravissima a tenere una spesa da cento euro sulle braccia senza chiedere aiuto a nessuno, con gli yogurt incastonati tra il mento e le tette, uno scudo di carta igienica e come spada un rotolo di scottex. Tra l’altro a distanza di anni ho finalmente capito cosa significa la (fan)tozziana espressione “apri la porta a un guerriero di carta igienica”, sottotesto: non vedi cazzo che ho le mani impegnate?

Non imparerò mai, mi rassegno, a trattenermi di fronte a una confezione di pan bauletto del mulino bianco. Sono conscia che se lo aprirò poi lo spazzolerò in un colpo solo. In seguito starò male e mi sentirò in colpa. Io se fossi un film sarei un film-dossier dal titolo “Non aprite quel bauletto”: storia di una donna con dipendenza da pane trattato con alcol etilico. (ndr: i film-dossier, per il ruolo rilevante giocato nella mia formazione, avranno presto un post tutto loro)

Non imparerò mai, mi rassegno, a leggere un libro su Kindle. Tuttavia, grazie alla possibilità di farsi inviare estratti, ho collezionato una serie di incipit che ‘Se una notte d’inverno un viaggiatore’ mi fa una pippa. Del resto dicono che gli inizi siano la cosa più eccitante, tutto il resto è noia, no non han detto gioia.

Non imparerò mai a fare la valigia leggera, la mia sarà sempre più che altro una valigia alla Julio Iglesias: quella di un lungo viaggio. Mi sento al sicuro solo prevedendo tutte le possibili variabili di tempo, dall’ondata di calore su Rete quattro all’Era Glaciale 5. Io non mi vesto a cipolla, mi vesto a Sfera: nucleo, mantello, sciarpa per la gola. Risultato esterno: una crosta.

Non imparerò mai, mi rassegno, a riporre cellulare e chiavi sempre nello stesso posto. Io sono per i nascondigli creativi. Una volta, ad esempio, ho messo sovrappensiero il telefonino dentro lo zainetto di scuola di mio figlio. Che se lo avesse trovato la maestra sarei stata per sempre quella che compra il cellulare a un bambino di sei anni.

Non imparerò mai ad avere degli asciugamani profumati. Per quanto io mi sforzi avranno sempre un retro-odore da cane bagnato. Se una signora si vede dagli asciugamani, allora io faccio ancora la terza media.

Non imparerò mai qual è l’interruttore che accende la luce del salotto. Continuerò a provarli tutti, prima di beccare quello giusto. Click, click, click, uff, click, e luce fu!

Non imparerò mai a travasare un liquido senza rovesciarlo. Rimarrò un’inguaribile ottimista per quanto riguarda le leggi della fisica: nessuno potrà convincermi che un litro d’olio non possa entrare in una bottiglia da mezzo. Né, del resto, che tutta quell’insalata di riso avanzata proprio non ci stia in un solo tupper.

Per tutto il resto, ci sto provando.

.

.

E i vostri “Non imparerò mai” quali sono?

(Tiè, beccatevi Julio, visto che è stato tirato in ballo)

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