Nel mezzo di Settembre

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13 settembre 2015 di Odette

Settembre. Mese di buoni propositi e mezze realtà: né caldo né freddo, né granita né gulasch, né sandalo né stivale. Settembre a me piace perché: ci sono le scarpe nuove in vetrina, i cappuccini schiumosi la mattina, l’attesa di un nuovo caldo inverno (cioè fuori freddo, ma dentro caldo di baci sotto le coperte, caffè fumanti, fuochi nei caminetti, vino rosso per riscaldare le guance, panna per raffreddare le cioccolate, mani per riscaldare altre mani).
Settembre a me piace perché nel villaggio delle stagioni, la primavera è il sabato, l’estate è una assolata domenica, ma l’autunno non è il lunedì: è un lungo, promettente ponte che porta fino al Natale.
Settembre a me piace perché la gente va in giro vestita come in un film americano: ovvero alternando a cazzo montgomery e canottiera, anfibi col pelo e sandali gioiello, gambe nude e calze di lana. C’è chi non lascia andare l’agosto e chi è già proiettato verso un nuovo ottobre e per le strade non è raro vedere signorine in stivali di pelle alti fino alla coscia e giacche di pelliccia salutare amiche in infradito e prendisole, una manciata di giorni in cui ciascuno può scegliere liberamente tra ciò che è stato e ciò che sarà.
Settembre a me piace perché ha l’odore dei quaderni nuovi, di gomme bianche e squadrate e di matite con la punta fresca di temperino, di grembiuli stirati, di diari intonsi. Mi piace perché siamo convinti che ci iscriveremo in piscina, miglioreremo il nostro inglese, mangeremo sano, guarderemo meno tv, leggeremo più libri, litigheremo di meno e faremo di più l’amore, perdoneremo, ci rideremo su, giudicheremo meno, accoglieremo di più, faremo il pane in casa, ci informeremo meglio, mediteremo, impareremo, visiteremo.
Settembre a me piace perché anche se faremo poco di tutto questo, e i nostri diari si riempiranno di scarabocchi, i grembiuli sbiadiranno e le gomme andranno perse (le gomme si perdono sempre), tutto questo è ancora possibile.
Sulle strade lucidate dalle prime piogge ci incamminiamo speranzosi, e solo le scarpe bagnate sulla punta tradiscono l’abitudine di sporgersi sulle pozzanghere e specchiarsi, sino a finirci dentro, come solitari narcisi metropolitani.
Ma a questo Settembre crediamo ancora, e questa pioggia è per noi.

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speranze

Partenze

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