Tutto l’amore che c’è

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27 aprile 2016 di Odette

Ho avuto in passato, l’ho già ammesso, una relazione aperta con i panni stesi, anche detta “lontano dagli occhi lontano dall’asse da stiro”.
Era una relazione bella e spensierata, ci si incontrava nei bassifondi della lavanderia, ci si ignorava per lo più, ritardando il momento dell’incontro il più possibile, e quando arrivava era selvaggio, ci si indossava stropicciati senza pensare alle convenzioni sociali né all’apparenza. Io ragazza, tu Jeans: assieme faremo molta strada, ai piedi un paio di anfibi troppo pesanti, ai polsi bracciali stretti.

Poi si cresce, si finge per un po’ maturità, ma le relazioni sono ovunque, ci legano e slegano ai luoghi e alle cose come fili invisibili.
Ho ritrovato ad esempio un certo feeling con la libreria, lo avevo perso da un po’ perché invece di leggere i libri avevo preso a leggere solamente i risvolti di copertina, i bugiardini degli antipiretici e le etichette dei pelati. Ma non abbiamo un rapporto veramente intellettuale, più che altro sensuale perché ora come un tempo quando un libro mi piace lo respiro, nel senso che leggo una frase e poi faccio un sospiro con il quale la spingo giù nella pancia dove la tengo per un po’.

Porto avanti una relazione pigra con il divano, ci accucciamo assieme di tanto in tanto sotto una coperta piccola e ci guardiamo qualche film, spesso senza arrivare alla fine perché ci addormentiamo l’una nell’altro con il relax di chi si conosce da sempre e si giudica da mai.

Con il giardino sempre i soliti problemi di disciplina, facili entusiasmi, esplosioni sfacciate di fiori, acquisti compulsivi di piante e poi niente, tutto a puttane dopo poco. Lo so che finisce sempre così, ma io ci credo ancora, mi visualizzo sotto un albero alto, in ginocchio, con i guanti e la paletta in mano a trapiantare bulbi e un fantastico cappello di paglia, ma poi il cappello è troppo grande e mi finisce di continuo davanti agli occhi e io dico una parolaccia e rientro in casa.

Il bagno, si sa, è sempre in fondo a destra, inoltre è sempre meno lindo di come lo vorrei perché ora più che mai non ho tempo, proprio non ho tempo di fare altro che vivere. Domani interverrò, per oggi ancora resto così, come erba a sentire ogni cosa linda o sporca perché non ho tempo, proprio non ho tempo di essere qualcosa di meno che un filo d’erba che capta e frulla.

La cucina la apro, la voglio aprire così com’è a chi ha voglia di andare oltre la superficie, saltare i convenevoli e aprire la dispensa delle emozioni fresche o a lunga conservazione o la nostalgia di quelle scadute, perché lo so, rimarrò sempre un’inguaribile romantica, ma cosa resta alla fine, cosa rimane alla fine, se non un fondo d’olio dove si concentra tutto, tutto l’amore che c’è.

sara

foto di Sara Cosarini, architetto e appassionata di fiori (che fotografa) e di giardini (che progetta). La trovate su Facebook oppure si Instagram come sara77princess

 

 

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4 thoughts on “Tutto l’amore che c’è

  1. Tratto d'unione ha detto:

    …e la macchia d’olio, si sa, non va via se non al prezzo di grandi fatiche! 🙂

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  2. Laura ha detto:

    E visto che hai ritrovato un po’ di feeling con la lettura, ti consiglio di mandare in pancia Lorenzo Marone (con entrambi i suoi romanzi!), perché dopo che avrai mandato giù qualche frase e qualche pagina, sono sicura che non riuscirai a non divorarlo tutto!

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