Quel certo non so che

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Non so se il lupo perde il pelo ma non il vizio, ma so che le Cappuccetto Rosso non perdono l’abitudine di andar per boschi.
Non smettono col tempo di camminare sole, dar retta agli sconosciuti, accogliere, non cedere alla paura, non credere al Tg5. Inoltrarsi, esplorare, avventurarsi, curiosare, non credere alle provitamine, allo shampoo più balsamo che non ha mai funzionato, all’aiutiamoli a casa loro, al si stava meglio quando si stava peggio, al prima gli italiani, al prima i veneti, al prima i condomini, al prima i giovani. Se smettono di fare alcune cose, iniziano a farne altre, se hanno male alle gambe, usano la testa, se sono fuori di testa, usano le gambe, e se non hanno più né gambe né testa, be’, menano le mani. Soprattutto se dopo una certa età sconsigliano loro il rosso. Ecco allora si innervosiscono proprio, ne indossano un tocco nella borsetta, e poi la usano per picchiare duro.
Perché è ora di capire una volta per tutte che “una certa età” è un’espressione che proprio non si può sentire. Molto meglio stare ad ascoltare chi vede in noi “un certo non so che”, ed è una roba che vale a tutte le età.

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(Nella foto un incontro fatto in mezzo a un bosco, qui dove mi trovo ora, da qualche parte nelle Dolomiti)

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