comici (fan)tozziani guerrieri

Vabbè ma cosa ci affanniamo a dire la nostra su San Valentino che tanto la roba più profonda e raffinata la hanno già scritta quando eravamo alle medie, quella lì dai, “San Valentino la festa di ogni cretino che crede di essere amato e invece è solo fregato”. Io e il mio compagno di banco facevamo seguire alla rima un lungo sorso di Ben-Cola e poi un rutto a forma di TI AMO, dio che bei ricordi, cantavamo anche “fammi abbracciare una donna che stira cantando” e tutto quel repertorio lì, anche se poi crescendo scopri che la vita non è mica una canzonetta (fan)tozziana, la vita te le canta e te le suona come vuole lei, e infatti io poi non sono mai riuscita a essere il ferro da stiro dei sogni.
Per un po’ ci ho pure creduto, di poter essere una di quelle creature lì, con gli elettrodomestici sempre in funzione e le lenzuola di lino fresche di appretto e le sottane sulla luce e le torte fatte in casa e insomma tutte quelle menate che avrebbero fatto felice Umberto Tozzi, e io volevo tanto farlo felice.
Ma poi mi sa che, più che le canzonette, su di me hanno potuto le pubblicità.
E infatti anziché il richiamo della massaia devo aver subito il fascino del maggiordomo (sono due lati della stessa medaglia, lo so) dato che sì insomma ammetto che sotto sotto mi seduce l’idea di un maggiordomo tutto mio. Che lava stira piega i vestiti mi compra il vino e le camicette di Zara e mi dice Signora preparo la limousine? E io dico, non serve Ambrogio, oggi usciamo in bicicletta per non inquinare, preparami pure i vestiti da bicicletta. E lui, certo signora. E io, per carità non chiamarmi signora, lo sai che siamo una famiglia, siamo una modern family io e te Ambrogio, e ora va’, su, i vestiti da bicicletta ho detto.
E niente, forse la fregatura è che per ogni immagine di donna che stira le lenzuola cantando, c’è un’immagine di maggiordomo che le piega fischiettando, mentre tutto attorno i panni sporchi si accumulano silenziosi nei ripostigli delle nostre case.
E quindi che dire… buon San Vale a tutti gli uomini e le uoman di buona volontà che ogni giorno lottano eroicamente contro le immagini stereotipate con cui siamo cresciuti (i più saggi comunque le usano solo per scopi porno/erotici e vivono felici).

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Pendolante ha detto:

    La canzone di Tozzi che all’epoca amavo tanto, è una bandiera del maschilismo più sfrenato. Quindi: Ambrogio per sempre!

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  2. Tratto d'unione ha detto:

    Comiche (spaventate) guerriere 🙂 🙂

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