I love Burri

Occhei il tempo non è dei migliori ma se vi mettete una sportina in testa, a Venesia ci potete andare lo stesso, a vedere Burri.
Oggi, domenica, è l’ultimo giorno di mostra (mostra bella, mostra gratis, tutta da mangiare, a me certe opere di Burri mi verrebbe da osservarle da vicino vicino, a mezzo centimetro, assaggiarle, sfiorarle).
Io ci sono stata ieri, mi ha sorpreso il temporale mentre camminavo in direzione Isola di San Giorgio (Fondazione Cini), non avevo l’ombrello e così sono entrata nel primo negozio che ho trovato. Era un alimentari. Ho chiesto: “per caso avete anche ombrelli?”, e la signora alla cassa: “no”.
“Nemmeno di pane?”
“Nemmeno.”
“Nemmeno di salame?”
“No” (cassiera ridacchia).
“Allora mi dia una sacchetto.”
“Son 5 centesimi.”
“Sa cosa le dico? Facciamo due, crepi l’avarizia.”
“Son 10 centesimi.”
(ravano nel portamonete)
“Accidenti, a ben vedere 10 non li ho. Me ne basta uno valà, RESUSCITI L’AVARIZIA!”
(cassiera pensa: “i xe tuti mati”.)
Sono uscita col sacchetto nuovo sulla testa, ho camminato fino a che ho potuto, poi mi sono rifugiata in un sotopòrtego dove già aveva trovato riparo anche una famiglia spagnola intenta a mangiare panini fissando il temporale.
La pioggia scendeva obliqua sopra la calle e sopra il canale, veniva giù che dio la mandava, un tuono è esploso con un gran repetòn, il vento voleva portarci via le cose, le sporte, le gonne, i foulard.
Poi improvvisamente come tutto è iniziato, tutto è finito (n.b. succede così, ricordarsi di ricordarselo).
La bambina di fianco a me ha detto “La tormenta ya se ha ido”.
È stata la bambina a notarlo per prima, che come tutto era iniziato tutto era finito.
E così ci siamo mossi, siamo usciti di nuovo allo scoperto come animali dalle tane.
Io e gli spagnoli ci siamo detti ciao con l’intimità di chi ha diviso il tempo di uno scroscio, che è poca cosa ma anche no.
Il lastricato era stato tirato a lucido dalla pioggia che lo sa fare bene perché è uno dei suoi tanti mestieri, l’odore di strada s’infilava nelle narici, il sacchetto era tutto sbrindellato, i piedi li sentivo allegri, i capelli mi sapevano di pane pioggia e plastica. Io ero contenta, valà.






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