Avrei voluto

Avessi scritto cose bellissime come Iridi sincere d’un azzurro stoviglia, o Balsamo lento di rose sfogliate, o Sguardo vitreo dei bicchieri di Boemia.
Avessi scoperto la penicillina, la tachiflu, la prima rima.
Avessi attaccato la banana al muro, squarciato la tela blu dell’universo, osservato la brina all’alba, quand’anche l’occhio Sa di rinfresco.
Avessi esclamato Ha un bidone dell’immondizia al posto del cuore, composto La donna cannone, cannato un calcio di rigore, ma quello di Baggio, il più struggente, perfetto, d’autore.
Fossi la madre di almeno quattro piccoli indiani, o di quattro piccole donne, e se al buio nel portafoglio custodissi quattro semi, da piantare o giocare, come voglio.
Ma sono riuscita soltanto in un’impresa di quattro misere parole:
restare
viva
per
amore.