Tre pesche

Quante volte si dice Ah quando eravamo piccoli noi si stava fuori casa selvaggi, per ore, i genitori non sapevano neanche dove fossimo, in giro per i campi, in bici lungo i fossi, da soli o col cane, o coi cugini, o con gli amici più o meno delinquenti. E invece i bambini d’oggi son iperprotetti e iperproteici e financo un po’ rincoglioniti.
Ebbene, da quando abbiamo abbandonato lo smart working e invece è continuata la telescuola, e ancor più in questi giorni che son terra di mezzo fra il teleniente e i punti verdi con mille dubbi e chissà, mentre madre e padre lavorano, Figlio esce in bici con una combricoletta di mocciosi e va per campi e alberi e fossi. Tocca lottare perché metta il casco, e invece non serve lottare perché indossi la mascherina, su quello è disciplinato, è figlio del suo tempo pandemico, e così pure i suoi amici. Magari ginocchia rotte e maglietta macchiata, ma mascherina sempre a posto.
L’altro giorno sono rincasata tardi dal lavoro e ho trovato n. 2 pesche sopra il tavolo e me ne sono mangiata una, poi ho scoperto che le aveva comprate lui. Era uscito da solo, andato dal fruttivendolo e aveva comprato n. 3 pesche, una mangiata camminando e due portate a casa.
È una cazzata, lo so, però stavo per morire di tenerezza (più un mix di altre cose tra cui ansia e colpa e amore)
Si può morire a volte di tenerezza, ed è sempre per cose stupide. Minime.
Per esempio il fatto che abbia scelto la pesca pelosa anziché la pescanoce liscia.
È un dettaglio che mi è frullato nella testa per ore. Di quelli che la memoria selezionerà e che a distanza di tempo sopravviveranno, entrando nello scrigno dei ricordi.
Insieme alla sedia di vimini di casa di mia zia, alla zecca che tolsi al pastore tedesco quando avevo sei anni, al sapone rosa secco del bagno di allora, al fiore di zucca che mi mostrò mio nonno nell’orto, alle sanguisughe della roggia, al libro degli gnomi con le gnome nude dalle grandi tette che c’era nella soffitta di mia cugina. Cose così.
Non decidi cosa entra nello scrigno. Si riempie da solo e di tanto in tanto puoi aprirlo, infilarci una mano, e vedere se ti vien su una pesca o un fior di zucca o una gnoma dalle grandi tette.

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