Marchio C’È

Ho aperto una vecchia borsa e ho trovato un succo di pera, un succo di pera, un succo di pera.
Ho aperto una borsa e ho trovato un succo e pensavo che non c’era.

Di quelli da bambino, con la confezione in cartoncino e la cannuccia di traverso come una piccola spada riposta, senza domanda, senza risposta.

Roba da discount, frutta al dodicipercento massimo, speranza al trentotto, apprensione trentatré, tutto il resto amore e desideri, paure e sollievi.

Roba tua, Figlio da piccolo. Una dimenticanza, un rimasuglio di gita, merenda, vita.
Ho aperto una borsa e ho trovato un succo di pera, un succo di pera, un succo di pera.

Conteneva il senso di quella sera.
Eravamo in macchina al buio, invisibili i coloranti, per sempre i conservanti, dialogo duepercento, tu assonnato io stanca dopo una giornata in mezzo alla gente.

Ma ci capivamo lo stesso, come previsto dal silenzio vigente tra madre e figlio, quello col marchio C’È, sottinteso l’amore.
Sottintesi io e te.

(in copertina: foto vecchia come il succo)

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