Sciampo e vecchie lamette

È quando son di corsa e mi capita di usare lo sciampo secco che realizzo come noi tutti, se messi in certe situazioni, siamo in grado di fare brutte cose.
Il male non è altro da noi, il male lo abbiamo alla radice.
Dei capelli.

Quando guardo lo shampoo e balsamo “due in uno”, sento vivere la parte di me che ama illudersi, credere alle scorciatoie, cedere alla pigrizia.
Il 2 in 1 non funziona, si sa. Dai tempi di Cappuccetto Rosso in avanti, le scorciatoie non sono mai una buona idea, eppure ogni 2 per 3 ci ricado.

La vecchia lametta mezza arrugginita svela di me il lato che vuole una vita spericolata, quello che punta tutto sull’anticonformismo. Ma pure sull’antitetanica.
I’m rock and sì-vax, yeah!

Quando tovaglioli da cucina, asciugatutto o fazzolettini sostituiscono la carta igienica, è manifesto il mio viver d’espedienti, la mia inadeguatezza alla spesa.
Ma anche il mio sapermela cavare.
Give me a piece of scottex e salverò il mondo.
O almeno il mio culo.

Il dentifricio sbiancante è sotto sotto un po’ inquietante.
Ogni volta che svito il tappo inizio a sentirmi in una scena di The Truman Show. Alla fine mi sorrido allo specchio (luccichio sull’incisivo destro) e per un attimo mi pare di udire qualcuno che dice “Okay ora stringi sui denti e poi dissolvenza”.
Per non impazzire del tutto, decido che è stata la mia mente a sussurrare “Stringi i denti”.
E così tiro su le spalle, mi faccio forza, ed esco in un mondo sempre più di cartapesta.

La crema antirughe mi parla di false speranze, dell’arrendevolezza con cui cediamo al richiamo delle Sirene Blu. Di fragilità e di tenerezza, di lotta ìmpari contro le leggi del mondo (impàri a perdere giorno dopo giorno).
Ogni tanto mi ricordo pure delle creme allungapene nei giornali di una volta (e degli occhiali a raggi x) e così mi assale la compassione per la magia che è data a noi mortali. Quella che non funziona.

Il phon certe volte puzza di bruciato.
Nasconde qualcosa. Anche lui, forse, la sua età.
Ogni cinque minuti di attività bisogna lasciarlo riposare due.
Vecchio attrezzo bukowskiano mio, di te conosco ogni cigolìo, resistenza che brucia, fruscìo.
Tu riposa, se devi, io intanto all’aria mi asciugo i pensieri.

Mi guardo attorno con l’asciugacapelli in mano.
Nel bagno, tutto ciò che siamo.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Io il tuo “manuale” lo tengo sul comodino. Una paginetta o due al giorno. Funziona!

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    1. Odette ha detto:

      Evviva! Che piacere ❤️

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  2. hp fleed ha detto:

    Mai dimenticare i corsi professionali RadioElettra e le lamette della Donatella. Vai così Odette, fino alla casa dell’Arcobaleno.

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    1. Odette ha detto:

      Giammai!

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  3. Flavia ha detto:

    Grazie.
    Una carezza, uno sguardo complice sulla vita, una tessitura in fili di seta fra realtà e poesia; una coccola, un momento di interiorità …..e tutto senza superbia, senza orpelli , senza forzature.

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    1. Odette ha detto:

      Flavia, grazie a te.

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