Il cuore oltre l’ostacolo

È un po’ come le partitelle a pallone di quando eravamo piccoli, presente? che certe volte il pallone andava troppo alto e finiva sul tetto e allora erano guai, oppure superava il cancello e finiva oltre la strada, magari proprio nel giardino scarmigliato del tizio strano, quello che se ne stava quasi sempre rintanato in casa ma le volte che te lo ritrovavi davanti per strada ti pigliava una paura fottuta, perché era strano sul serio, e anzi a dire il vero metteva paura pure quando se ne stava chiuso in casa, per il fatto di saperlo esistere là dentro, oltre una soglia che se per qualche disgraziato motivo ti fosse toccato oltrepassare, poi saresti tornato… be’, saresti tornato che-non-eri-più-come-prima, nossignore,  magari qualcosa che sembrava te ma non era più te.
Ecco, succede qualcosa del genere anche quando ci capita di buttare il cuore oltre un ostacolo, solo che non succede quasi mai per errore, cioè il più delle volte lo buttiamo perché non possiamo farne a meno, dobbiamo lanciare e lanciare forte perché non ne possiamo più di palleggiare i pensieri dentro la testa, anche se sappiamo che sarà un lancio fuori misura, che finirà sopra il tetto o dentro il giardino in cui abitano le nostre paure, o insomma qualcosa del genere.
E dobbiamo lanciare anche se sappiamo che forse il resto di noi – il corpo pesante con tutte le sue abitudini, alcune cattive, sissignore, alcune davvero cattive, il corpo denso con tutte le sue cellule e i vasi sanguigni e tutti quei centimetri di pelle e i nodi intricati nei capelli –  insomma dobbiamo lanciare anche se sappiamo che tutto ciò che compone il resto pesante di noi faticherà a seguirlo, quel nostro cuore sparato in aria che sembra persino leggero mentre vola lassù, seguendo una traiettoria dal punto d’arrivo sconosciuto.
E infatti a cuor leggero si dice proprio di certe decisioni prese al volo, di certi lanci o di certi slanci. Anche se io ho il sospetto che molti cuori leggeri siano il frutto di partite pesanti, campi bagnati e scivoloni, ginocchia sbucciate e cerotti smangiati che addosso ai bambini sono toppe magiche in grado di guarire ogni graffio, ma negli adulti, negli adulti sono richieste d’amore.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. missiswhite ha detto:

    Mi piace tanto come scrivi.
    Bello questo “Buio oltre la siepe” emozionale.

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    1. Odette ha detto:

      non a caso lo sto leggendo ora, il buio oltre la siepe 😘

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