La sindrome del canarino

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Come può uno scoglio come la mascherina arginare il mare della pandemia?
Eppure c’è già chi esce tutto allegro cantando “Anche se non voglio torno già a volare”, pronto a innamorarsi di nuovo della vita, l’estate, il mojito, il cielo infinito.
Ma c’è anche chi nel lockdown ha sviluppato quella che io chiamo la Sindrome del canarino, e cioè quelli che, oramai abituati alla cattività, quando apri la porticina rimangono spaesati, incapaci di spiccare il volo, restii ad abbandonare la (s)comfort zone della propria gabbia.
Quest’ultimi possono essere soggetti inclini alla malinconia o alla pigrizia, oppure chi con il lockdown ha perso un amore o un lavoro o un’occasione. Chi si dibatte tra istinto di reagire e nichilismo che come nebbiolina leggera avvolge i pensieri, facendone tanti bozzoli bianchi.
E tuttavia è proprio dentro i bozzoli che a volte avvengono le vicende più interessanti. Come le metamorfosi, le mute, i dialoghi interiori meglio sceneggiati, i dolorosi parti di idee che cambiano la vita intera o illuminano anche solo un momento.
Per quanto mi riguarda, io mi trovo in una via di mezzo, esco allegra ma mi scopro a parlare da sola più spesso di prima, conto un paio di tic nervosi che non avevo, un inedito mal di schiena, e fatico ancora a immaginarmi oltre i confini regionali.
Però, quando c’è la luce giusta, inizio lo stesso a sentire l’estate che avanza e si riprende i suoi spazi nella mia immaginazione, la nostalgia del “come eravamo” che vira al “come siamo”, la voglia di abbronzarsi senza il segno del costume da chirurgo, e cioè della mascherina.
Convive la ciclicità delle stagioni con l’inesorabilità del futuro, convivono sogni e occhi aperti, convive la voglia di tenerezza con l’emancipazione, convivono equinozi e solstizi.
Il tempo, oggi, da sospeso si è fatto rappreso.
Dopo “pazienza”, la parola chiave è “convivenza”.

30giorninprova

La gabbietta l’ho costruita col mio babbo. Il necessario l’abbiamo recuperato nella sua soffitta magica, dove conserva il Tempo dagli anni Settanta in avanti (ho rimediato anche un tostapane).
Gli uccellini finti me li ha prestati la sua compagna.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Tanta verità (per me) nelle tue parole.
    La gabbietta è bellissima.

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    1. Odette ha detto:

      Grazie, lo dico anche al babbo ❤️

      Piace a 1 persona

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